La prima (e unica) edizione del Fantarpl

Keghebe
Luca Maccarinelli festeggia lo storico successo: è lui il campione del Fantarpl.

C’è solo una persona, in Italia, che può fregiarsi di aver vinto un fantacalcio dedicato al campionato russo. Un gioco che, pur essendosi fermato a una sola stagione, si è rivelato entusiasmante, come testimoniato dalle parole dei protagonisti.

Fare un fantacalcio è un passatempo gradevole, ma lo è ancor di più se la lega alla quale si riferisce è meravigliosa. A Nuvolera, ridente località della provincia di Brescia, qualcuno, nell’ormai lontano inverno del 2015, ha voluto a tutti i costi aumentare il coinvolgimento di una serie di persone verso la massima serie russa e, con un’idea innovativa, ha organizzato il primo fantacalcio italiano dedicato, appunto, alla RPL. Sei formazioni, gestite da cinque partecipanti, si sono date battaglia durante la parte conclusiva di quella stagione, disputando sia un normale campionato che una coppa parallela, formata da una fase a gironi seguita da una serie di scontri diretti.

Il regolamento, nonostante fosse realizzato sulla base delle tipologie di fantacalcio più comune, possedeva alcune sfaccettature inedite, come l’introduzione degli allenatori nel listone dal quale accingere per formare le varie rose. “I bonus e i malus connessi ai tecnici mi sono piaciuti, hanno aumentato l’incertezza nel gioco” afferma Matteo Rossi, fuori dal podio sia in campionato che in coppa con il suo Aston Pirla. È stata un’esperienza positiva, nonostante gli scarsi risultati finali, perché mi ha permesso di conoscere meglio questa straordinaria divisione. Allo stesso tempo, però, la difficoltà nel reperire le informazioni si è rivelata un ostacolo in alcuni momenti. In ogni caso trovo quasi scioccante non trasmettere il campionato russo”. I beniamini di Matteo non andarono benissimo. “Puntavo molto su Poloz e Ari, anche Kokorin non è stato all’altezza. Shirokov, Joazinho, Gol e Safronidi, invece, hanno soddisfatto le mie attese”. A proposito di Shirokov, l’eclettico centrocampista, che all’epoca orchestrava le trame offensive del Krasnodar, è stato uno dei punti di forza dell’Ambiom Mia, compagine guidata da Alessandro Sgotti, terzo nella stagione regolare e sconfitto soltanto in finale in coppa. “Lui e Danny sono stati impeccabili, come Hulk. Kokorin, invece, si è rivelato una grandissima delusione, così come Yakin, al quale avevo affidato la panchina”. Anche Alessandro non lesina complimenti al gioco. “Ho apprezzato la doppia competizione, così come l’allenatore, anche se mi ha tolto qualche punto. Ritengo comunque vergognoso che in Italia non si possa assistere alle sfide di un movimento tra i più forti d’Europa”.

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Il prestigioso trofeo conteso dalle sei squadre

I partecipanti si sono quindi divertiti a prescindere del risultato, anche perché le velleità di successo erano esigue già in partenza vista la presenza di Luca Maccarinelli, autentico cannibale con il suo Keghebè, primo sia in campionato che in coppa. E pensare che non doveva nemmeno esserci. “Avevo già una squadra, Masha e l’orso (giunta quinta, nda)” analizza Luca, “poi il forfait di un altro giocatore mi ha convinto a prendermi cura di una seconda formazione. Una scelta che si è rivelata corretta”. Il Keghebè è sempre stato in vetta, sin dalla prima giornata: il segreto? “Un pizzico di fortuna ci vuole sempre, poi ho cercato di evitare condizionamenti dettati da simpatia e tifo. Altrimenti avrei giocato con metà Arsenal Tula, che quell’anno retrocesse miseramente”. Luca attende di essere sfidato nuovamente. “La Rpl è un torneo equilibratissimo e il fantacalcio rispecchia l’esaltazione e l’imprevedibilità del campionato a cui si riferisce. Trovo, inoltre, che questo gioco favorisca l’aggregazione e l’amicizia, valori comuni del calcio russo.”

Oltre al già citato valore dell’allenatore, tra le innovazioni più rilevanti è giusto menzionare l’elezione di un capitano, il cui punteggio raddoppiava, e il doppio limite: uno sugli stranieri, sulla falsariga di quello adottato nel torneo, e uno riguardante i giocatori delle tre squadre più “forti” (secondo la classifica dell’anno precedente), in modo da obbligare i partecipanti a dimostrare le proprie capacità a tutto tondo. Ci sarà un’altra edizione? Difficile dirlo, l’augurio è che questa iniziativa possa spronare, nel suo piccolo, l’avvicinamento degli appassionati di calcio a un campionato che purtroppo paga, oltre all’atavica superficialità degli addetti ai lavori, la scarsa diffusione delle informazioni a causa della lontananza geografica e linguistica.

CLASSIFICA FINALE

1° Keghebè (Luca Maccarinelli) 1222,5 punti

2° Dream Team (Carlo Giacò & Lorenzo Bicelli) 1193,5

3° Ambiom Mia (Alessandro Sgotti) 1180

4° Aston Pirla (Matteo Rossi) 1163,5

5° Masha e l’orso (Luca Maccarinelli) 1137

6° Zagnosky (Enrico Lorandi) 1110

COPPA “Trofeo Fatih Tekke”

Girone A: Dream Team 12 punti, Aston Pirla 4, Masha e l’orso 1

Girone B: Keghebè 7, Ambiom Mia 6, Zagnosky 4

Semifinali: Keghebè-Aston Pirla 3-0 (and. 6-5), Dream Team-Ambiom Mia 1-4 (and. 4-3).

Finale 3° posto: Aston Pirla-Dream Team 1-3

Finale 1° posto: Ambiom Mia-Keghebè 3-4

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Nonostante l’ultimo posto il team Zagnosky è felice ed onorato di aver preso parte a una manifestazione di tale levatura.

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