Obiettivo rimonta

Mauricio Pereyra
Il Krasnodar si affida (anche) a Mauricio Pereyra per superare il Valencia. (Facebook Fc Krasnodar)

Krasnodar e Zenit si giocano la qualificazione ai quarti di Europa League. Entrambe devono recuperare il risultato della gara d’andata.

Tutto in novanta minuti (o forse qualcosa in più). Le ultime due compagini russe rimaste in corsa in Europa sono chiamate all’impresa per approdare al turno successivo. Saranno due sfide abbastanza diverse, legate soltanto da un unico, indiscutibile, assunto di base: sia Krasnodar che Zenit partono sfavorite.

La prima a scendere in campo sarà il Krasnodar, che nel proprio impianto ospita il Valencia. Sette giorni fa gli iberici dominarono in apertura, segnando rapidamente due reti. Il gol di Claesson nella ripresa ha però rimescolato le carte in tavola, permettendo ai neroverdi di avere grandi ambizioni per il ritorno. La squadra allenata da Murat Musaev non è però in un momento di forma esaltante, dato che nelle ultime nove uscite ufficiali non è mai riuscita a vincere. Stavolta dovrà farlo per forza. L’assenza del capitano Aleksandr Martynovich aumenta i dubbi sul reparto difensivo, sicuramente il più debole del Krasnodar, mentre in attacco non c’è Ignatjev, al centro di un’aspra discussione dopo aver rifiutato il rinnovo del contratto. La buona notizia è rappresentata dal rientro dell’uruguagio Pereyra, autentico fulcro delle sinfonie offensive del Krasnodar che in casa, in Europa League, è imbattibile: nel girone sono arrivati tre 2-1 (con Siviglia, Standard Liegi e Askhisarspor) e un pareggio a reti inviolate contro il Bayer. Oggi occorrerà qualcosa in più. Non è la prima volta che il club fondato da Sergey Galitskij si gioca un posto nelle migliori otto dell’Europa League. Nel 2017 l’ostacolo fu un’altra squadra iberica, il Celta Vigo: anche in quel caso i neroverdi persero 2-1 in trasferta mentre la gara di ritorno si concluse con un deludente 0-2.

Ben più arduo, sulla carta, il compito dello Zenit, forse con la testa già alla supersfida di campionato sul campo dello Spartak. E’ altresì vero che la compagine di San Pietroburgo ha già dimostrato più volte di poter effettuare rimonte incredibili. Senza scomodare il 2-0 al Marsiglia nell’anno della splendida cavalcata verso il successo in Europa League, sono due le partite memorabili della storia recente del club. Nel settembre del 2017 lo Zenit riuscì ad espugnare per 4-3 il campo del Maccabi Tel Aviv, dopo essersi trovato sotto di tre reti a un quarto d’ora dalla fine. Qualche mese fa, invece, i ragazzi di Semak sono stati in grado di eliminare la Dinamo Minsk dopo aver perso 4-0 la gara d’andata. Un comeback sensazionale perché ricco di ostacoli aggiuntivi: lo Zenit fu costretto a giocare a porte chiuse, in dieci uomini dall’inizio della ripresa, e una volta trascinata la contesa ai supplementari ha subito il gol che avrebbe tagliato le gambe a una squadra normale. Non ai biancoblu, capaci di chiudere addirittura 8-1. Ovviamente il Villarreal è un avversario più ostico, anche in virtù della consistente esperienza internazionale, ma lo Zenit deve sfruttare al meglio la possibilità di giocare senza pressione. Deve, in primo luogo, pensare a sé stesso, perché ogni tentativo di rimonta passa obbligatoriamente dal segnare almeno tre o quattro gol. Anche subendone qualcuna. Sarà quindi più importante attaccare che difendere e capitalizzare al meglio qualsiasi occasione, soprattutto su quei calci piazzati che hanno fatto la fortuna dei sottomarini gialli all’andata. Tuttavia, il rendimento dello Zenit lontano da casa è ben noto: l’ultimo trionfo europeo in trasferta è datato dicembre 2017, peraltro in terra iberica. Allora, sul campo del Real Sociedad, si decideva soltanto il primato del girone, stavolta la posta in palio è ben più ampia.

Dopo la qualificazione del Porto ai quarti di Champions League l’augurio è che la Dinamo Zagabria possa conservare il proprio vantaggio in quel di Lisbona. La Russia è destinata a chiudere la graduatoria annuale dietro al Portogallo, soprattutto a causa del flop moscovita: l’obiettivo è quello di ridurre al minimo i danni, per far sì che i sei posti europei rimangano ancora per molte stagioni.

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