A Samara hanno cambiato passo

Gioia Krylya Sovetov
I giocatori del Krylya Sovetov esultano dopo il gol di Kanunnikov (Facebook KS)

Dopo una prima parte di stagione complicata il Krylya Sovetov ha iniziato il 2019 con il piede premuto sull’acceleratore raggranellando sette punti in tre gare. La sensazione è che la salvezza possa essere raggiunta con discreta tranquillità.

L’usato sicuro non delude mai. Il neopromosso Krylya Sovetov, in piena zona rossa dopo il primo terzo di campionato, ha preferito l’esperienza di Miodrag Bozovic alla continuità del giovane Andrej Tikhonov, dando fiducia a un nuovo progetto, su scala triennale, che sta già mostrando i propri frutti. L’obiettivo finale è quello di riuscire a competere per le coppe (l’unica storica partecipazione risale proprio a dieci anni fa, quando le Ali di Samara, allora trascinate in attacco da Jan Koller, vennero clamorosamente eliminate all’esordio dagli irlandesi del St Patrick’s) e sono bastati pochi mesi per gettare solide basi per il futuro.

Il tecnico montenegrino conosce a menadito il campionato russo, avendo già allenato numerose squadre in questo torneo. La lista è lunghissima: Amkar Perm, Arsenal Tula, Dinamo Mosca, Fc Mosca, Lokomotiv Mosca, Rostov. E spesso è riuscito a ottenere risultati positivi, ecco perché non sorprende che, a cinquant’anni, abbia trovato subito la chiave di volta per risolvere i problemi di un organico comunque di buonissimo livello. Sotto la gestione di Tikhonov, capace di riportare la compagine di Samara nella massima serie dopo un solo anno di purgatorio, sono arrivati sette punti in nove partite, dopo il cambio di allenatore diciassette in undici incontri. Un’inversione di tendenza che ha consentito a questa squadra, al termine del successo di ieri nello scontro diretto in casa dell’Anzhi, di abbandonare per la prima volta gli ultimi quattro posti della classifica, almeno temporaneamente. E c’è ancora il recupero con l’Orenburg, una sfida che potrebbe davvero sancire la parola fine alle preoccupazioni dei biancoblu (il calendario, tra l’altro, prevede una serie di incontri casalinghi decisamente alla portata per mettere altro fieno in cascina).

Il Krylya Sovetov ha sfruttato al meglio la finestra di mercato invernale, muovendosi in maniera intelligente. Soprattutto in attacco, dove Samedov e Ananidze hanno offerto maggiori alternative rivitalizzando sia il veterano bielorusso Kornilenko che le ex promesse dello Zenit Maksim Kanunnikov e Ramil Shejdaev. Anche qui i numeri sono eloquenti: nel mese di marzo la compagine di Samara ha totalizzato nove centri in quattro partite, lo stesso quantitativo delle altre quindici. Per quanto riguarda l’Anzhi, invece, il campo non regala risposte positive, sebbene in virtù della situazione finanziaria della società la classifica rimane sorprendente. Ripescati per via del fallimento dell’Amkar, i ragazzi di Magomed Adiev stanno facendo un vero e proprio miracolo, anche se l’Ufa, in prospettiva, dovrebbe riuscire a scavalcarli, condannandoli al penultimo posto. Loro, però, lotteranno fino all’ultima giornata: sono passati i tempi di Kerimov ma, forse, i tifosi saranno più orgogliosi di questo gruppo che di quello di allora, incapace, peraltro, di alzare alcun trofeo.

ANZHI MAKHACHKALA-KRYLYA SOVETOV SAMARA 0-2

ANZHI: Dyupin, Kaloshin, Udalyj, Belov (18’ st Markelov), Gapon, Gigolaev, Zakirov, Gajdarov, Katsaev, Dolgov (1’ st Ivanchenko), Ponce (30’ st Lescano). (Budakov, Belorukov, Chistyakov, Yagyaev, Andreev, Agalarov). All. Adiev

KRYLYA SOVETOV: Ryzhikov, Burlak, Zotov, Samardzic, Poluyakhtov, Shishkin (33’ st Rabiu, Samedov (38’ st Zinkovskij), Timofeev, Ananidze, Kanunnikov, Kornilenko (18’ st Shejdaev). (Ovsyannikov, Konyukov, Rochel, Karpov, Tkachuk, Kiselev, Yakovlev, Vucicevic). All. Bozovic

Arbitro: Kirill Levnikov di San Pietroburgo

Reti: 28’ pt Kanunnikov, 43’ st Shejdaev (rigore)

Ammoniti: Zakirov, Shishkin, Poluyakhtov, Kornilenko, Burlak, Samardzic, Ivanchenko, Rabiu, Gapon. Espulso al 48’ del secondo tempo Ivanchenko per doppia ammonizione.

Note: 3120 spettatori.

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