Lo Zenit recrimina ma consolida il primato

Spartak-Zenit 1-1
Quando c’è Spartak-Zenit nessuno molla un centimetro. (Facebook Spartak Moscow)

La sentitissima sfida con lo Spartak si conclude in parità, sebbene nella ripresa i ragazzi di Semak creino qualcosa in più. La classifica, però, lo accoglie come un risultato positivo.

Il primo esame è stato superato. Ma la strada verso il titolo rimane ancora lunga e tortuosa per lo Zenit, che archivia indenne lo scoglio della trasferta sul campo dello Spartak, beneficiando anche del ko del Krasnodar. I punti di vantaggio sulla seconda rimangono sempre cinque, solo che adesso la diretta inseguitrice è il CSKA. Ben più scontento, invece, lo Spartak, che dopo l’eliminazione cocente dalla coppa nazionale si è arenato nelle retrovie del treno di testa ed è incalzato dal Rostov.

La partita della Otkrytie Arena, trasmessa gratuitamente dal canale ufficiale della lega su youtube, non ha deluso le aspettative. La storica rivalità tra le due squadre garantisce sempre molta intensità, ma non è così scontato che, parallelamente, il match risulti godibile, come invece è stato quest’oggi. Semak ha mischiato un po’ le carte in attacco, regalando a Rigoni il secondo gettone di presenza consecutivo dopo la buona prova con l’Ufa. Dal canto suo Kononov è andato sul sicuro, confermando la fiducia a Melgarejo e utilizzando le quote russe soprattutto in difesa. Ma non solo, ha puntato ancora su Glushakov, che si è messo subito in mostra sbloccando la gara in apertura. Il capitano dello Spartak da diversi mesi viene contestato aspramente dalla tifoseria, la quale non ha gradito i dissidi con l’ex tecnico Massimo Carrera (peraltro presente in tribuna): lo scorso autunno, durante la partita di Europa League con il Rapid Vienna, è stato addirittura colpito in campo da un invasore. Una situazione paradossale, accentuata dal fatto che Glushakov, uno che non fa di certo del gol la sua caratteristica principale, abbia segnato proprio all’acerrimo rivale. Il centrocampista russo, autore di un ottimo inserimento in mezzo all’area, ha esultato in maniera un po’ polemica, mostrando ripetutamente il suo nome stampato sulla maglietta, ma a fine gara si è detto pronto a spiegare ad ogni sostenitore le sue ragioni.

Lo Zenit ha avuto il merito di non perdersi d’animo dopo la rete subita e ha riportato tutto in parità relativamente presto, grazie alla prima rete in Russia del colombiano Barrios, lesto a mettere dentro un pallone vagante. L’ex Boca Juniors si è preso rapidamente sulle spalle la responsabilità del centrocampo e, al momento, non sta facendo rimpiangere affatto Leandro Paredes, ceduto al Paris Saint Germain. Nella ripresa sono mancati soltanto i gol, visto che i ritmi si sono mantenuti estenuanti. Le occasioni più ghiotte le ha avute lo Zenit, autore inaspettatamente di una prestazione autoritaria e di livello (lo scorso anno, per esempio, perse in modo molto netto su ogni fronte). Dzyuba, a secco da oltre millecento minuti, reclama un rigore che sembra non esserci, mentre Ivanovic contesta un gol annullato per fuorigioco molto dubbio. Ma le recriminazioni degli ospiti non si fermano ai discorsi arbitrali: il palo pieno colpito da Rigoni a botta sicura calciando al volo sul cross di Zhirkov trema ancora. Lo Zenit, comunque, scollina senza alcun danno la prima salita, ma il calendario, decisamente eterogeneo, ne propone molte altre, alterando incontri casalinghi sulla carta abbordabili a trasferte davvero probanti (Mosca sponda Lokomotiv, Krasnodar, Rostov e Grozny). In casa Spartak, invece, occorre continuità per provare a scalare più posizioni possibili.

Come detto, il Krasnodar è caduto nella tana del Lokomotiv al termine di un match molto tignoso. Per i neroverdi è l’undicesima uscita ufficiale senza vittorie e dalle prospettive di lotta per il titolo si è passati ad essere, provvisoriamente, fuori anche dalla Champions League. La cocente eliminazione col Valencia non ha di certo aiutato, ma la sensazione è che manchi ancora qualcosa a livello di profondità della rosa per poter ambire alla definitiva consacrazione. I ferrovieri, invece, si rivitalizzano e danno un segnale a tutti gli avversari. Completa il quadro del ventesimo turno la dolorosa sconfitta dell’Ufa per mano dell’Akhmat. La situazione dei bashkiri è davvero preoccupante: nelle ultime undici giornate hanno vinto una sola volta, contro lo Spartak, e adesso la salvezza diretta dista sette lunghezze. Più in generale, l’Ufa fuori casa ha ottenuto soltanto cinque pareggi. Ecco perché gli ultimi due tonfi interni con Dinamo e, appunto, Akhmat fanno ancora più male. Giustificare la pessima stagione con l’Europa League, in ogni caso, sarebbe troppo superficiale e finirebbe per portare a conclusioni totalmente errate.

20°Giornata-I tabellini

UFA-AKHMAT GROZNY 0-1

UFA: Belenov, Alikin, Nedelcaru, Jokic, Zhivogljadov, Carp, Tille, Vanek (31’ st Paurevic), Sysuev (25’ st Aliev), Bizyak (20’ st Bombergar), Krotov. (Shafinskij, Akmurzin, Tabidze, Putsko, Krugovoj, Suhov, Zaseev, Bezdenezhnykh, Salatic). All. Kirichenko.

AKHMAT: Gorodov, Mohammadi, Rodolfo, Pliev, Semenov, Utsiev, Ismael, Shvets, Shimanskij (39’ st Ivanov), Ravanelli (27’ st Berisha), Balaj (22’ st Mbengue). (Gudiev, Musalov, Sadulaev, Mitrishev). All. Rakhimov.

Arbitro: Vitalij Meshkov di Dimitrov

Rete: 27’ st Shvets

Ammoniti: Vanek, Zhivogljadov, Ismael, Mohammadi

Note: 8526 spettatori.

LOKOMOTIV MOSCA-KRASNODAR 1-0

LOKOMOTIV: Guilherme, Howedes (1’ st Idowu), Kverkvelia, Corluka, Ignatjev, Barinov, Krychowyak, An. Miranchuk, Farfan, Al. Miranchuk (50’ st Zhemaletdinov), Smolov (46’ st Eder). (Kochenkov, Medvedev, Lysov, Mikhailik, Lapshov, Kvaratskhelija, Rybchinskij, Rybus, Tugarev). All. Semin.

KRASNODAR: Safonov, Spahic, Petrov, Martynovic, Ramirez (13’ st Pereyra), Skopintsev (13’ st Wanderson), Olsson (26’ st Sulejmanov), Kaborè, Gazinskij, Stotskij, Claesson. (Sinitsyn, Latyshonok, Fjoluson, Chernikov). All. Fomenko.

Arbitro: Mikhail Vilkov di Nizhij Novgorod

Rete: 24’ st An. Miranchuk (rigore)

Ammoniti: Kaborè. Espulso Kaborè per doppia ammonizione al 23’ del secondo tempo.

Note: 16274 spettatori.

SPARTAK MOSCA-ZENIT SAN PIETROBURGO 1-1

SPARTAK: Selikhov, Rasskazov, Dzhikija, Kutepov, Airton, Tashaev (28’ st Glushenkov), Zobnin, Melgarejo (34’ st Lomovitskij), Glushakov (40’ st Umjarov), Hanni, Luiz Adriano. (Maksimenko, Gigot, Bocchetti, Kombarov, Rocha). All. Kononov

ZENIT: Lunev, Rakitskij, Ivanovic, Smolnikov, Zhirkov, Noboa (12’ st Driussi), Kuzyaev, Rigoni (42’ st Ozdoev), Barrios, Azmoun (29’ st Shatov), Dzyuba. (Kerzhakov, Gorodovoj, Neto, Anyukov, Mammana, Hernani, Kranevitter, Mak, Zabolotnyj). All. Semak.

Arbitro: Vladimir Moskalev di Voronezh

Reti: 13’ pt Glushakov (S), 27’ pt Barrios

Ammoniti: Dzhikija, Smolnikov, Azmoun, Zobnin, Glushakov, Hanni, Barrios.

Note: 43616 spettatori.

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