La Russia riparte da Bruxelles

Cherchesov Akinfeev
Cherchesov, abbracciando Akinfeev, sembra dire: “E adesso chi metto al tuo posto?”

Dopo lo splendido Mondiale casalingo e una sfortunata Nations League la nazionale guidata da Cherchesov apre questa sera in terra belga la propria campagna verso Euro 2020.

Alla ricerca della continuità. Prima del Mondiale la Russia doveva fronteggiare numerose critiche e un periodo, alquanto duraturo, di insuccessi, oggi, terminati gli effetti positivi di quell’evento, punta a mantenere una certa stabilità di risultati. In poche parole, bisogna cominciare a raggiungere gli obiettivi alla portata, battendo le nazionali di livello inferiore, e la qualificazione al primo Europeo itinerante è la base imprescindibile per qualsiasi progetto a lungo termine.

L’antipasto della Nations League ha consegnato risposte positive, sebbene alla fine, in modo peraltro un po’ casuale, non sia giunta la promozione. In un girone tutt’altro che banale la Russia ha agguantato sette punti in quattro partite con Svezia e Turchia, cedendo soltanto nell’ultimo incontro anche a causa di alcune assenze importanti. Stavolta il cammino sarà meno concentrato e le rivali, nel complesso, meno forti, ma proprio per questo non sono ammesse distrazioni, altrimenti la composizione gerarchica del raggruppamento, sulla carta ben definita, rischia di essere stravolta. Nella griglia di partenza del gruppo I la Russia parte al secondo posto, sufficiente per il passaggio del turno. Ma le insidie esistono: siamo sicuri che i ragazzi di Cherchesov vincano in Scozia e a Cipro? Decisamente no, e anche la sfida ad Astana, anzi, Nursultan, può rivelarsi più ostica di quanto non sembri alla vigilia.

L’esordio in casa del Belgio, alle ore 20:45 in diretta sul canale 20 del digitale terrestre, è un’arma a doppio taglio: da un lato ci si toglie subito dai piedi la partita più difficile, dall’altro si rischia di partire ad handicap in classifica. La sensazione è che la Russia abbia le capacità per fare una buona prestazione, ma sarà difficile che raccolga dei punti, soprattutto perché è ancora in corso un ricambio generazionale non da poco. Inoltre, tante questioni estranee al rettangolo di gioco stanno tenendo banco nelle ultime settimane. Partiamo dalle dichiarazioni di Pavel Pogrebnyak, il quale ha affermato di non comprendere la necessità delle naturalizzazioni. A suo avviso Ari non serve alla nazionale, stesso discorso per Fernandes, che potrebbe essere benissimo sostituito da Smolnikov. Illazioni che si sono aggiunte a quelle rivolte verso il tecnico Cherchesov, accusato di mantenere una via preferenziale verso i giocatori del procuratore Alan Aguzarov e di essere in aperto conflitto con il Rubin Kazan (privo di elementi in questa finestra di convocazioni). Un’atmosfera infuocata che ha messo un po’ in secondo piano l’analisi tattica delle due partite di questa tornata, visto che poi domenica si giocherà in Kazakistan. Sono diversi i dubbi da sciogliere. Prima di tutto c’è da dirimere la questione portiere, con Guilherme leggermente favorito su Lunev, mentre in difesa l’infortunio di Kutepov ha creato un paradossale sbilanciamento numerico tra centrali e terzini, con la sorprendente chiamata di Zhirkov, che aveva annunciato il ritiro dalla nazionale, preferito a Petrov e Skopintsev del Krasnodar. A centrocampo è lecito attendersi il debutto di Ilzat Akhmetov, mentre i fari saranno puntati su Anton Miranchuk, Denis Cheryshev e Aleksandr Golovin. Per quanto riguarda il baluardo offensivo Artem Dzyuba, sebbene non segni da oltre 1200 minuti, non dovrebbe essere scavalcato né da Smolov né, tantomeno, dal giovane Chalov, attuale capocannoniere del campionato russo.

Il calvo tecnico russo è stato magistrale nel gestire uno dei momenti cruciali della storia recente di questo movimento, ovvero il Mondiale in casa al quale la nazionale si avvicinava con tantissime incognite. Adesso Cherchesov dovrà essere altrettanto bravo in questa delicata fase di transizione nella quale la Russia avrà un compito probabilmente più difficile di quello portato a termine col massimo dei voti la scorsa estate: ora, infatti, bisogna confermarsi a certi livelli, cancellando del tutto un lustro alquanto disastroso il cui punto più basso è stato raggiunto con la posizione numero 70 del ranking Fifa, occupata proprio in occasione della rassegna mondiale, alla quale ha partecipato come squadra dalla classifica peggiore.

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