Nur-Sultan città amica

Dzyuba Kazakistan
Artem Dzyuba accerchiato dalla retroguardia kazaka. Riusciranno a fermarlo? (Facebook Sbornaja Rossii)

La prima partita ufficiale disputata nella “nuova” capitale kazaka sorride alla nazionale russa, che passa con un netto 4-0 e dà un segnale importante per il proseguo del girone di qualificazione ad Euro 2020.

Tutto come previsto, sebbene non fosse affatto scontato. La Russia esce dalla prima tornata di gare con il massimo possibile, una sconfitta preventivabile in Belgio e una goleada in Kazakistan. Tre punti ottenuti in due trasferte complesse anche da un punto di vista meramente logistico (da Bruxelles ad Astana ci sono volute otto ore di volo, più un ampio jetlag da smaltire in meno di due giorni), arricchiti dalla sconfitta all’esordio della Scozia, alla vigilia la principale candidata a dare fastidio alla Russia in chiave secondo posto. Invece tutte le inseguitrici, eccetto San Marino, possono rosicchiarsi punti a vicenda.

La selezione guidata da Cherchesov è atterrata ad Astana ma ha giocato a Nur-Sultan, visto che il cambio di denominazione è avvenuto ufficialmente sabato. Una motivazione ulteriore per i padroni di casa, che giovedì avevano, appunto, annichilito la Scozia congedando al meglio il dimissionario presidente Nazarbaev e potevano ambire a conquistare altri punti contro una Russia claudicante. Con Golovin e Kuzyaev assenti e Dzyuba in piena crisi realizzativa ci ha pensato Denis Cheryshev a prendere per mano l’intera squadra, realizzando già nel primo tempo una doppietta che ha indirizzato rapidamente la contesa. L’attaccante del Valencia sembra intendersi alla perfezione con Dzyuba, il quale ancora una volta si fa apprezzare per il suo lavoro oscuro, come in occasione del 2-0. Certo, l’astinenza di Artem restava comunque un fardello non da poco, e il gol segnato a inizio ripresa può rappresentare l’episodio necessario per rigenerarsi anche in chiave Zenit: Dzyuba non segnava da oltre quindici partite ufficiali, quando lo scorso ottobre, con un’imperiosa incornata, bucò la resistenza del Bordeaux; da quel momento tante prestazioni discrete, un nuovo connubio vincente con l’iraniano Azmoun ma poche gioie personali. Una fase di stagione quasi paradossale, soprattutto per un giocatore così umorale, incapace di scrollarsi di dosso alcuni problemi fisici e le emozioni post Mondiale. L’autorete di Bejsebekov ha poi allargato ulteriormente le proporzioni di un risultato meritato. E che sarebbe stato ottenuto ugualmente. Il Kazakistan, infatti, non aveva messo in lista il centrocampista Jan Vorogovskij, per cui la Russia avrebbe potuto fare ricorso, qualora fosse arrivato un punteggio più risicato o, addirittura, una mancata vittoria.

Parlare di strada in discesa al momento è ancora prematuro. Il calendario, però, ora diventa amico, dato che a giugno la Russia ospiterà Cipro e San Marino, con l’obiettivo di allungare in classifica. Partire con questo piglio era il minimo indispensabile, anche se le insidie erano numerose. Dopo un Mondiale esaltante Cherchesov è riuscito a uscire indenne dalle prime sabbie mobili e ora dovrà essere bravo a dare continuità nelle gare più semplici: non qualificarsi all’Europeo sarebbe un vero e proprio dramma sportivo.

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