I nuovi acquisti fanno decollare lo Zenit

Zenit-Orenburg
Un buffo fotogramma di uno scontro aereo tra Rakitskij e Malykh (Facebook Fc Orenburg)

Una doppietta del solito Azmoun e la punizione di Rakitskij consentono allo Zenit di rimontare l’Orenburg. La sessione invernale di mercato ha letteralmente cambiato volto alla squadra di Semak, ora prima a +6 dal duo formato da Lokomotiv e Krasnodar.

Azmoun come Hulk. Anzi, meglio. Sono bastate poche settimane al calciatore iraniano per prendersi sulle spalle l’intero reparto offensivo dello Zenit. In campionato sta tenendo una media di un gol a partita, eguagliando già il totale di reti messe a segno a Kazan prima della pausa, e in Europa League il passo è di fatto il medesimo. Numeri eloquenti, che da soli descrivono l’impatto di Azmoun allo Zenit. Hulk, probabilmente il centravanti più dominante della storia di questo club, dopo le prime otto partite aveva festeggiato soltanto una volta, con un bolide dalla distanza sul campo del Krylja Sovetov Samara.

Complice la lunga permanenza in prigione di Kokorin, lo Zenit si è trovato in autunno a fronteggiare un vero e proprio problema offensivo che, seppur non ai livelli della gestione Mancini, si traduceva in una carenza di alternative. Una situazione che si è accentuata quando Dzyuba ha iniziato il suo periodo scevro di segnature (crisi realizzativa ancora in corso, almeno per quanto riguarda i club visto che si è sbloccato qualche giorno fa in Kazakistan): Zabolotnyj è totalmente inadeguato e Semak ha frettolosamente bocciato Rigoni e Poloz. L’intervento sul mercato era doveroso e lo Zenit è andato sul sicuro, puntando su un profilo affidabile, ovvero un giocatore relativamente giovane ma con esperienza internazionale e, ovviamente, grandi qualità offensive. Il margine di rischio era ridotto, Azmoun comunque sta andando oltre le aspettative, soprattutto per la rapidità del suo inserimento nella nuova realtà.

Il calciatore asiatico non è però l’unico innesto vincente di una finestra che rimedia a quella estiva (quando fu preso soltanto Marchisio a parametro zero) e soprattutto ripara alcuni dei numerosi danni effettuati nella scorsa stagione. A tal proposito la plusvalenza risultata dallo scambio Barrios-Paredes rappresentata uno dei migliori affari dell’ultimo lustro a San Pietroburgo. Il colombiano ha preso subito le chiavi del centrocampo, dimostrando grande umiltà e senza far rimpiangere il suo predecessore, apparso spesso poco interessato al destino della sua squadra. Oltre all’attacco e al centrocampo, lo Zenit si è mosso in difesa, puntando sull’ucraino Rakitskij: un affare che ha creato tante polemiche nella patria del giocatore, ma che si è rivelato azzeccatissimo per la stabilità della retroguardia biancoblu. Le uniche perplessità arrivano dall’età complessiva dei difensori: contro l’Orenburg Zhirkov, Ivanovic, Rakitskij e Anyukov potevano vantare un totale di 135 anni.

Il successo sull’Orenburg, il quinto stagionale in rimonta (non accadeva dai tempi di Advocaat) è un altro mattoncino verso un titolo che lo Zenit sembra avere in mano, sebbene il calendario non escluda un rimescolamento delle carte in tavola. Le trasferte di Krasnodar, Mosca (sponda Lokomotiv), Rostov e Grozny nascondono diversi ostacoli, anche perché, una volta vicini al traguardo, in casa Zenit potrebbero riaffiorare i ricordi dei recenti vantaggi sprecati. I nuovi arrivati, intanto, hanno permesso a Semak di modellare una nuova fisionomia alla sua squadra, dopo la preoccupante involuzione tra novembre e dicembre, quando arrivarono tre sconfitte pesanti nelle ultime quattro. Ora lo Zenit ha messo le prime fondamenta per un nuovo ciclo, la cui prosecuzione dipenderà molto da un’eventuale qualificazione alla prossima Champions League, che dirimerebbe numerose questioni in una rosa comunque ancora alla ricerca di maggiore completezza.

ZENIT SAN PIETROBURGO-ORENBURG 3-1

ZENIT: Lunev, Rakitskij, Anjukov, Ivanovic, Zhirkov, Rigoni (27’ st Mak), Ozdoev, Barrios, Driussi (43’ st Noboa), Azmoun, Dzyuba (45’ st Zabolotnyj). (Gorodovoj, Kerzhakov, Nabiullin, Neto, Mammana, Kranevitter, Musaev, Hernani, Vorobjev). All. Semak

ORENBURG: Frolov, Malykh, Ojevole, Terekhov, Begic, Kozlov, Breev (39’ st Kozlov), Sutormin (28’ st Chukanov), Afonin, Miskic, Despotovic (21’ st Galadzhan). (Dovbnja, Rudenko, Shakhov, Sivakov, Maljarov, Alves, Chirkin, Kulishev). All. Fedotov

Arbitro Nikolaj Voloshin di Smolensk

Reti: 33’ pt Sutormin (O), 3’ st Azmoun, 36’ st Rakitskij, 43’ st Azmoun.

Ammoniti: Zhirkov, Malykh, Rakitskij

Note: 43154 spettatori.

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