La Russia si affida allo Spartak

Spartak KononovNelle prime tre uscite internazionale della stagione le squadre russe hanno inanellato altrettante sconfitte, senza segnare alcun gol. Lo Spartak, contro gli svizzeri del Thun, è chiamato a invertire la rotta. Non sarà un compito facile.

L’ultima volta che lo Spartak ha affrontato una squadra elvetica (il San Gallo) è uscito con le ossa rotta. Più in generale, la tradizione recente dei moscoviti è ricca di figuracce e l’abbinamento con il Thun nasconde molte più insidie di quanto non si possa immaginare. In primo luogo il potenziale dello Spartak non è ancora del tutto definito: la tornata d’acquisti della scorsa settimana ha sicuramente rafforzato una rosa che ha provato a liberarsi di alcuni fardelli, come ad esempio Glushakov, ma Kononov sembra poter saltare da un momento all’altro. I risultati non soddisfano la dirigenza e la squadra, a quasi un anno dall’arrivo del bielorusso, non ha compiuto i passi avanti sperati. Affidarsi ai biancorossi, insomma, non sembra la decisione migliore, però il movimento russo non ha chance, per provare a sbloccarsi e portare cinque squadre almeno fino a dicembre. La sensazione è che, almeno sulla carta, eliminare sia il Thun che la vincente di Brondby-Braga (un eventuale scontro con i portoghesi sarebbe un vero e proprio spareggio anche a livello di ranking) rappresenti già un’impresa non da poco.

Oltre alle incognite interne non bisogna dimenticarsi dell’avversario. Per analizzarlo nei particoli abbiamo sentito Silvano Pulga, esperto di calcio svizzero e collaboratore del sito specializzato Mondosportivo. “Il budget del Thun è forse quello più basso di tutto il campionato” afferma, “e non è un caso che gli esperti la inseriscano sempre tra le candidate per la retrocessione. Da oltre un lustro, però, si salvano con discreto agio, basti pensare che l’anno scorso sono arrivati quarti e hanno raggiunto la finale nella coppa nazionale”. A Thun lavorano molto sui giovani, cercando di beneficiarne poi dalle cessioni. “L’inizio di stagione non è stato eccelso, restano comunque un gruppo coriaceo, fondato sulla difesa a quattro e un buon attacco, sebbene non dovrebbe essere della partita Tosetti, infortunato. Bisogna registrare il ritorno di Simone Rapp, che può essere un elemento pericoloso per una difesa titubante come quella dello Spartak”. Tra le tante insidie ci sarà anche quella del campo, che dispone di un manto in erba artificiale. “L’impianto è molto accogliente, i giornalisti possono disporre di un’ampia zona stampa (Involontariamente Silvano ci da la possibilità di fare un raffronto con la prima trasferta europea dello Spartak nel 2018, a Salonicco, quando i tifosi assalirono invece gli esponenti dei mass media russi, nda), però per i calciatori esistono difficoltà in più”. In Russia, d’altronde, eccetto l’Ufa non esistono, ad alti livelli, squadre che dispongano di un terreno in sintetico. “Lo Spartak parte favorito, però deve prestare molta attenzione, perchè il Thun ha dalla sua un gruppo molto unito e non lascerà nulla al caso. Il gioco degli svizzeri si baserà molto sul fisico, sfruttando i calci piazzati e i lanci”. Insomma, ci sono tutti i presupposti perchè lo Spartak fallisca un’altra volta. Ma non se lo può permettere. Nè lui, nè Kononov. E nemmeno il calcio russo.

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