Basta che non finisca come a rugby

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Un simpatico scatto che ritrae Fedor Kudryashov durante un allenamento (Facebook Sbornaja Rossii)

Con un cospicuo vantaggio di otto lunghezze sul terzo posto (a sole quattro giornate dal termine) la Russia si appresta ad ospitare la Scozia per piazzare l’allungo decisivo ed evitare sorprese proprio nella settimana in cui si “festeggiano” i vent’anni della papera di Filimonov nello spareggio contro l’Ucraina per un posto a Euro 2000. In Giappone, intanto, le due nazionali si sono affrontate nel Mondiale di rugby e i britannici si sono imposti con un netto 61-0. Ma la maggiore sfericità della palla capovolgerà i valori in campo.

Cinque vittorie di fila. Percorso netto dopo la preventivabile sconfitta patita in Belgio all’esordio. Un cammino così, alla vigilia, non era affatto scontato, anche perché le avversarie, pur alla portata, nascondevano insidie concrete e la Russia, dal canto suo, spesso ha dimostrato di poter lasciare per strada qualche punto importante. Invece prestazioni e risultati parlano chiaro: sedici gol segnati, soltanto uno subito, ma soprattutto un gruppo che non si è sgretolato dopo l’ottima rassegna mondiale casalinga (la retrocessione in Nations League è stata abbastanza casuale) e sta riuscendo in un’impresa spesso fallita negli anni precedenti, ovvero vincere gli incontri nei quali parte favorito. Presi singolarmente questi cinque successi possono sembrare banali, il filotto però certifica la concretezza del lavoro di Cherchesov, al quale si possono contestare, peraltro giustamente, alcune mancate convocazioni, ma non si può certo criticare l’evidente percorso di crescita intrapreso dopo una transizione lunga e stagnante che aveva pervaso la nazionale russa dopo l’esaltante estate del 2008 e l’immediato contraccolpo dell’assenza, due anni dopo, in Sudafrica.

Il passaggio del turno è ormai una mera questione di giorni, forse settimane se sarà rimandato all’ultima tranche di Novembre. Escludendo la sfida conclusiva in casa di San Marino, la Russia si trova a difendere otto punti di vantaggio su Cipro e Kazakistan a tre giornate dalla fine. Se i ragazzi di Cherchesov dovessero sempre perdere, quindi, le inseguitrici dovrebbero fare in quattro partite più dei punti ottenuti nelle prime sei. Non mancheranno gli scontri diretti, il primo, questo pomeriggio, potrà già dire molto: in caso di segno X tra Kazakistan e Cipro la Russia avrebbe a disposizione un match point contro la Scozia e battendola sarebbe qualificata aritmeticamente alla fase finale di un Europeo per la quinta volta di fila. L’ultima assenza è datata 2000, quando, proprio di questi tempi, una ventina d’anni fa, Filimonov respingeva nella propria porta un cross di Shevchenko a pochi minuti dalla fine, consegnando di fatto il biglietto per il Belgio e l’Olanda agli ucraini. Una papera che è entrata nella storia recente del movimento, diventando un episodio impresso nella mente anche di coloro i quali seguono il calcio in maniera meno assidua. Da quel momento la Russia non ha più perso un colpo, a differenza dei Mondiali, che ha saltato nel 2006 e nel 2010.

La Scozia si presenta a Mosca (la Russia non tornava al Luzhniki dall’ottavo vinto ai rigori contro la Spagna) senza possibilità di errore. Il calendario le propone soltanto scontri diretti, anche se magari era meglio affrontare ora il Belgio scevro da assilli di classifica, e deve sfruttarli tutti, poiché il tracollo primaverile nella città che ancora si chiamava Astana ha complicato e non poco i piani. Recuperare nove punti al secondo posto sembra sulla carta impossibile, anche perché vincerle tutte darebbe la garanzia di arrivare terzi e non oltre. La gara d’andata, giocata poco più di un mese fa, ha smorzato le ambizioni degli scozzesi, i quali a parole erano convinti almeno di non perdere e ora si trovano a dover rispondere sul campo alle critiche della stampa locale. Una situazione simile a quella che ha vissuto la Russia un anno e mezzo fa, come ha affermato Artem Dzyuba in conferenza stampa, manifestando comunque grande rispetto per l’avversario: “Non abbiamo i campioni della Spagna o del Portogallo ma i nostri obiettivi sono chiari e se daremo tutto potremo raggiungerli”. L’Europeo è a un passo, manca ancora un ultimo piccolo sforzo. E c’è un 61-0 da vendicare, visto che meno di quarantotto ore fa, nel Mondiale di rugby in corso in Giappone, la Scozia ha affossato la Russia rifilandole la sconfitta più pesante tra le quattro patite nella rassegna. Fortunatamente al Luzhniki verrà bandita qualsiasi palla ovale.

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