Aggrappati ai Tori

Krasnodar nebia
Krasnodar è avvolta dalla nebbia. Proprio come il movimento calcistico russo.

Per evitare di concludere la propria campagna europea già a dicembre il movimento calcistico russo si affida al Krasnodar, impegnato questa sera sul campo del Getafe. Ai neroverdi, però, occorre un’impresa, per giunta senza Ari: l’unico risultato a disposizione è la vittoria.

Dodici mesi fa il Krasnodar concluse il 2018 con una trasferta in Spagna, precisamente a Siviglia. Nonostante quattro successi ottenuti nel corso del girone, gli uomini di Musaev non erano ancora sicuri della qualificazione, anzi, per buona parte del secondo tempo di quella partita i sedicesimi di Europa League traballarono e non poco. La situazione, ora, non è così dissimile, tenendo comunque presente che il coefficiente di difficoltà è più elevato. Il Krasnodar, decollato alla volta della penisola iberica in forte ritardo a causa della nebbia che ha investito la città sul mar Nero, rischia seriamente di uscire con dieci punti, quantitativo che in altri raggruppamenti permetterebbe addirittura di ambire al primato. Dovesse pareggiare a Getafe, infatti, gli scontri diretti premierebbero gli spagnoli, capaci di imporsi in Russia. Ed è forse quello il passo falso più grave della corsa europea del Krasnodar, uscito un po’ sottosopra dall’esordio in Champions League nei preliminari estivi. Il 5-1 di Basilea, se escludiamo la misura dello scarto, ci può stare, ma zero punti dopo due giornate precludono qualsiasi tipo di obiettivo e il fatto che all’ultimo turno il Krasnodar sia ancora padrone del proprio destino, per come si era messa, è oro colato.

Certo, per battere il Getafe servirà una prestazione fuori dall’ordinario, magari come quella di Oporto in agosto, quando il Krasnodar vendicò lo 0-1 dell’andata e si portò a un passo dall’entrare tra le trentadue squadre migliori del continente. Senza Ari, squalificato in virtù dello sciocco cartellino rosso rimediato nel recupero della sfida col Basilea, i tori si augurano che Sulejmanov possa ripetersi come nel citato preliminare in terra portoghese: la giovane stella classe 1999 ha dimostrato di poter essere competitivo in questi palcoscenici, ma è a secco proprio da quella memorabile doppietta. Il Getafe è il quinto avversario spagnolo della (breve) storia europea del Krasnodar, dopo il Siviglia e il Valencia, affrontanti nella passata edizione, il Celta Vigo e la Real Sociedad. La compagine neroverde è reduce da tre vittorie di fila in Europa League, ma mischiando questo dato con il campionato i numeri sottolineano una specie di “pareggite” che ne ha bloccato l’ascesa in classifica (il secondo posto, visto l’esiguo vantaggio, è un risultato per certi versi effimero e casuale): fuori dalla coppa di Russia, il Krasnodar ha concluso con il segno X ben sei delle ultime nove gare, faticando più del dovuto a trovare la via della rete. Stasera bisognerà cambiare marcia e sfoderare una prestazione pressoché perfetta. Altrimenti il fallimento sarà completo e l’inverno è troppo lungo per continuare a rimuginare su ulteriori risultati negativi.

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