Fernandes ed Egorychev salvano il CSKA

ural e cska
Come nella stagione scorsa Mario Fernandes punisce l’Ural nel finale.

Contro l’Ural i moscoviti palesano i soliti problemi in attacco ed evitano la sconfitta soltanto nel finale grazie a una perla di Mario Fernandes, dopo che Egorychev, peccando d’egoismo, aveva mancato il colpo del definitivo ko. Medesimo punteggio anche a Samara, tra Krylya e Orenburg.

La pausa invernale non sembra aver avuto alcun effetto rigenerante sul CSKA, ancora lontano parente di quello che nel 2018 sembrava potesse aprire un lungo ciclo vincente. Tanto possesso palla, pochissimi pericoli offensivi. Una situazione paradossale, vista la qualità a disposizione sulla trequarti, che però perdura da troppo tempo: senza un cambio di rotta, magari già dalla prossima trasferta di Rostov, la Champions sarà inarrivabile, figurarsi il titolo. Sì, perché nonostante l’ampio distacco (dieci punti) l’obiettivo dichiarato rimane ancora il primo posto, con la volontà di emulare la splendida rincorsa della primavera del 2014, quando la compagine allora guidata da Slutsky rimontò addirittura undici punti sullo Zenit.

L’Ural, capace negli ultimi anni di espugnare più volte la capitale, si presentava alla Veb Arena con l’obiettivo di ottenere l’unico scalpo mancante: sul campo del CSKA, infatti, aveva sempre perso. Parfenov ha optato per uno schieramento decisamente compatto e organizzato, puntando poi sulle ripartenze di Bikfalvi e Kukharchik: a tal proposito, da lodare la prestazione di Bumal, autentico stantuffo in mediana, fulcro imprescindibile per il buon funzionamento di tutta la squadra. Le mosse degli ospiti, semplici ma egregiamente messe in pratica, sono bastate per impantanare un CSKA abulico quando occorreva adottare un piano b. Ci ha pensato Dzagoev, nella ripresa, a dare la sveglia con un bel tiro dalla distanza parato da Godzyur, mentre nel primo tempo c’era stata la rovesciata di Karpov: un po’ poco per pensare di perforare una compagine così collaudata come l’Ural, tant’è che gli ospiti alla prima vera opportunità hanno sbloccato il punteggio. Come sempre, il protagonista è stato Eric Bikfalvi, da diverse stagioni uno dei migliori calciatori del campionato, il quale ha sfruttato al meglio l’assist di Kulakov e al volo ha piegato in due le mani di Akinfeev. Ovchinnikov, in panchina a causa della squalifica comminata nei confronti di Goncharenko, ha sparigliato le carte inserendo il debuttante Shkurin al posto di un contrariato Dzagoev, ma l’occasione più ghiotta l’ha avuta ancora l’Ural, quando Egorychev e Pogrebnyak si sono trovati da soli davanti al portiere: il centrocampista di Voronezh, invece di servire il compagno per un comodo tocco a porta sguarnita, ha scelleratamente optato per l’azione solitaria, mancando del tutto lo specchio della portata. Un errore che è costato carissimo, perché in pieno recupero Mario Fernandes è salito in cattedra, bissando il gol realizzato dodici mesi fa (allora i moscoviti s’imposero di misura) con una magistrale combinazione in area di rigore. Una beffa per l’Ural, ma allo stesso tempo una meritata lezione per Egorychev, autore di un’immotivata follia.

A SAMARA E’IL FESTIVAL DEL FLASHBACK-Anche l’anticipo del venerdì tra Krylya Sovetov ed Orenburg si era concluso con il risultato di 1-1, lasciando con l’amaro in bocca entrambe le formazioni, ancora ampiamente coinvolte nella lotta per non retrocedere. Verso la metà della prima frazione i locali hanno subito l’espulsione di Mihajlovic, ma sul susseguente calcio di rigore il portiere Frolov è riuscito a neutralizzare la conclusione di Despotovic. Un film già visto, poiché nella scorsa stagione, sempre in quella porta, Frolov, che allora vestiva la casacca dell’Orenburg, parò un tiro dal dischetto del citato Mihajlovic: dopo una parentesi negativa a Sochi l’estremo difensore trentaduenne ha tutto per riscattarsi in riva al Volga. La reazione del Krylya si è concretizzata poi nel gol del vantaggio ad opera del montenegrino Popovic, anche lui ex Orenburg e reduce da un’esperienza controversa in Svizzera. I ragazzi di Bozovic non sono però riusciti ad agguantare quel successo che adesso manca da ben sette turni, subendo poco prima del recupero la rete del pareggio di Alves, provvidenziale per evitare al nuovo tecnico Emelyanov una settimana di critiche, sebbene la sensazione è che la differenza con il suo predecessore, Fedotov, sia netta (avevo scritto a riguardo tempo fa). Sia Krylya Sovetov che Orenburg possono ambire alla salvezza, anche se è presto per effettuare previsioni credibili: il gruppone in fondo alla classifica è molto folto, ogni piccolo scossone può provocare variazioni rilevanti.

I tabellini delle partite

CSKA MOSCA-URAL EKATERINBURG 1-1

CSKA (3-5-2): Akinfeev, Magnusson, Vasin, Karpov, Fernandes, Obljakov (35’ st Kuchaev), Vlasic, Akhmetov (23’ st Bistrovic), Dzagoev (27’ st Shkurin). (Topov, Pomazun, Nababkin, Schennikov, Kotin, Gogua, Bijol, Maradishvili). All. Goncharenko (squalificato, in panchina Ovchinnikov)

URAL (4-5-1): Godzyur, Pojakov, Viljush, Kulakov, Bumal, Dimitrov (28’ st Augustynyak), Bikfalvi, Egorychev, Kukharchik, Panyukov (34’ st Pogrebnyak), Zolotov. (Baklov, Gerasimov, Mamin, Bavin, Efremov, Emelyanov, Magomadov, Shabolin, Yusupov). All. Parfenov

Arbitro Pavel Kukuyan di Sochi

Reti: 27’ st Bikfalvi (U), 46’ st Fernandes

Ammoniti: Polyakov, Bikfalvi.

KRYLYA SOVETOV SAMARA-ORENBURG 1-1

KRYLYA SOVETOV (4-2-3-1): Frolov, Zeffan, Chernov, Karpov, Mihajlovic, Anton (34’ st Gatskan), Timofeev, Zinkovskij (38’ st Glushenkov), Popovic (45’ st Lystsov), Kabutov, Radonic. (Ovsyannikov, Ryzhikov, Burlak, Evinov, Terekhov, Ivanov, Golenkov). All. Bozovic

ORENBURG (5-4-1): Dovbnya, Radakovic, Terekhov, Malykh, Sivakov, Kuat (21’ st Chukanov), Alves, Ayupov, Miskic, Silla (21’ st Fameye), Despotovic. (Klimovic, Gotlib, Kozlov, Lapshov, Shakhov, Kulishev, Chernykh, Shkoflek). All. Emelyanov

Arbitro Vitaly Meshkov di Dmitrov

Reti: 42’ pt Popovic (K), 44’ st Alves

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