L’acuto di Kokorin non basta, il Sochi si butta via al novantacinquesimo

Kokorin
Kokorin non ha dimenticato come si fa. Suo il gol del momentaneo pareggio del Sochi contro l’Arsenal.

Dopo oltre un anno di detenzione il centravanti, in prestito dallo Zenit, segna all’esordio col Sochi: la doppietta di Lutsenko (secondo gol completamente regalato dalla retroguardia biancoblù) rende però tutto inutile. Il Krasnodar non impressiona ma batte un coriaceo Ufa, il Rubin raccoglie col Tambov l’ennesimo pari a reti bianche della stagione.

Quando occupi il gradino più basso della classifica e hai disperato bisogno di punti l’ultima cosa da fare e regalarli impunemente agli avversari. Il Sochi, seppur impantanato tristemente al sedicesimo posto, non è affatto tagliato fuori dalla lotta per la salvezza: il divario dagli spareggi (e anche dal dodicesimo posto, che equivarrebbe alla permanenza diretta) è di sole cinque lunghezze, e i ragazzi di Fedotov hanno anche una partita da recuperare, in casa con l’Orenburg. Uno scontro da non fallire.

Il primo passa da compiere, però, è quello di evitare errori come quello commesso a una manciata di secondi dalla fine contro l’Arsenal Tula. Tutto è apparecchiato per un buon 1-1, quando Kalugin e Djanaev si rendono protagonisti di un incredibile frittata, lasciando all’incredulo Lutsenko la possibilità di realizzare la doppietta personale e di consegnare altri due punti alla sua squadra. Un concorso di colpe che rende vana una buona prestazione, esaltata dalla rete di Kokorin. L’attaccante ex Dinamo e Anzhi non ha accusato il lungo stop e le varie vicissitudini annesse, ritrovando immediatamente i movimenti giusti in area di rigore. Alcuni hanno manifestato la paura che il Sochi possa rischiare di diventare dipendente da Kokorin, ma la realtà è esattamente opposta: magari diventasse così! Altrimenti un buon congiunto di calciatori (la rosa del Sochi è di tutto rispetto, basti pensare ai vari Djanaev, Mevlja, Novoseltsev, Noboa, più il campione del mondo Rami) pagherebbe oltremodo la scarsa prolificità di un attacco non all’altezza (Zabolotny è inadeguato, Burmistrov fa quel che può e Poloz non è più riuscito a ripetersi sui livelli di Rostov). Fedotov sa il fatto suo e il miracolo non è così impraticabile, nonostante alcune problematiche di fondo quali lo scarso feeling con i tifosi e l’assenza di una tradizione calcistica. Sull’altro fronte l’Arsenal Tula, che non dispone di individualità così superiori rispetto a quelle del Sochi, continua ad essere una garanzia, una piazza solida che ormai non fa più nemmeno caso all’ultimo quarto della graduatoria. Anzi, anche quest’anno l’Europa League è nel mirino, per cancellare il pessimo esordio dello scorso luglio.

IL KRASNODAR PENSA IN GRANDE-Dopo la beffa della scorsa stagione, quando soltanto la differenza reti negli scontri diretti non permise al Krasnodar di qualificarsi ai gironi di Champions League, i neroverdi puntano a rimediare agli errori commessi negli anni precedenti, con tanti punti persi in sfide decisamente alla portata. Meno spettacolo, più concretezza. Contro l’Ufa, tra le formazioni maggiormente organizzate del torneo, non c’era spazio per fare gli schizzinosi, soprattutto alla luce dei risultati del sabato, quando tutte le dirette avversarie non erano andate oltre il pareggio. Grazie ai gol nella ripresa di Berg (il quale sembra un altro giocatore se inserito a gara in corso) e di Ari (su calcio di rigore al secondo tentativo, dopo che la prima trasformazione, fallita, non era stata convalidata) il Krasnodar parte con il piede giusto una primavera che potrebbe essere storica, perché potrebbe aggiungere un ulteriore tassello alla storia di un club che qualche mese fa ha assaggiato per la prima volta il massimo livello europeo. Il solco è ancora minimo, per cui parlare di mini fuga sarebbe comunque deleterio; in ogni caso la classifica ha bisogno di punti, e il verdetto finale potrebbe essere deciso da semplici dettagli: il Krasnodar lo ha capito, lasciando in secondo piano ricami e abbellimenti, ma puntando sempre sul proprio vivaio. Ieri la distinta presentava ben undici elementi locali. Per l’Ufa, invece, marzo sarà un mese molto difficile, con altre due trasferte sui campi delle big (domenica, ad esempio, va a far visita allo Zenit, battuto nella gara d’andata). Il buon quantitativo di fieno messo da parte in autunno, però, consente all’Ufa di ammortizzare un’eventuale carestia di raccolto nelle prossime settimane.

NUOVO TECNICO, SOLITO RUBIN-C’era grande curiosità per il debutto di Leonid Slutsky sulla panchina del Rubin Kazan. Il risultato, però, non è differito più di tanto rispetto alla gestione precedente: in quel di Nizhny Novgorod, infatti, i tartari hanno ottenuto l’ottavo pareggio stagionale, il quinto col punteggio di 0-0. Il Tambov è sicuramente un avversario coriaceo, ma il Rubin non ha affatto impressionato, tant’è che il momento più emozionante della sfida si è verificato qualche ora prima del fischio d’inizio, quando l’autista del pullman ospite ha condotto la compagine granata verso lo stadio sbagliato, nonostante i continui rimproveri di Slutsky. Un errore, forse, dovuto anche al fatto che fino a dicembre il Tambov avesse giocato le partite casalinghe a Saransk e quindi il conducente, a libro paga dei “locali”, non fosse a proprio agio nella nuova città. L’ultima vittoria del Rubin è datata 5 ottobre (proprio ai danni del Tambov): la salvezza non sembra così in bilico, bisognerà però cambiare passo per evitare spiacevoli epiloghi che inficino le fondamenta del nuovo ciclo. Altro fieno in cascina, invece, per il Tambov, tra le migliori neopromosse dell’ultimo lustro e capace di levarsi di dosso dopo un avvio complicato l’appellativo di vittima designata.

SOCHI-ARSENAL TULA 1-2

SOCHI (3-4-2-1): Dzhanaev, Kalugin, Mevlja, Novoseltsev, Nabiullin, Tsallagov, Noboa, Zaika (34’ st Poloz), Mostovoj, Burmistrov (34’ st Margasov), Kokorin. (N. Zabolotny, Miladinovic, Shakuro, Lagator, Bakhtiyarov, Karapaetyan, A. Zabolotny). All. Fedotov

ARSENAL: (3-4-3): Levashov, Belyaev, Alvarez, Kombarov, Grigalava, Bauer, Kostadinov, Causic, Lesovoj (41’ st E. Kangwa), Tkachev (36’ st Lokomovitsky), Lutsenko. (Lodygin, Nigmatullin, Denisov, Khagush, K. Kangwa, Kovalev, Panteleev, Adzhoev, Banda, Minaev). All. Cherevchenko

Arbitro Vladislav Bezborodov di San Pietroburgo

Reti: 5’ pt Lutsenko, 19’ st Kokorin (S), 50’ st Lutsenko

Ammoniti: Burmistrov, Zaika, Kostadinov, Levashov

KRASNODAR-UFA 2-0

KRASNODAR (4-3-3): Safonov, Ramires, Sorokin, Kaio, Petrov, Utkin (12’ st Sulejmanov), Chernikov (1’ st Berg), Olsson, Manuel Fernandes, Ari, Wanderson (44’ st Sergeev). (Adamov, Sinitsyn, Borodin, Ivashin, Matsukatov, Zhigulev, Kutovoj). All. Matveev

UFA (5-3-2): Belenov, Sukhov, Tabidze, Nedelcaru, Jokic, Aliev, Fomin, Urunov, Thill (34’ st Terentjev), Bizjak (30’ st Vombergar), Krotov (24’ st Agalarov).  (Shafinskij, Alikin, Nikitin, Putsko, Folmer, Giorgobiani, Sysuev, Emelyanov, Kozlov). All. Evseev.

Arbitro Stanislav Vasiljev di Izhevsk

Reti: 22’ st Berg, 38’ st Ari (rigore)

Ammoniti: Petrov, Kaio, Olsson, Wanderson, Sukhov, Thill, Jokic, Belenov, Vombergar

TAMBOV-RUBIN KAZAN 0-0

TAMBOV (5-4-1): Kilin, Ojevole, Gritsaenko, Filin, Kaplienko, Kostyukhov (42’ st Mamtov), Tetrashvili (48’ st Karasev), Chuperka, Melkadze, Obukhov (40’ st Miguel Cardoso). (Chargov, Shljakov, Takazov, Jurganov,Khosonov, Fedchuk). All. Pervushin

RUBIN (4-2-3-1): Dyupin, Danchenko, Starfelt, Santos, Zuev, Abilgor (17’ stDavitashvili), Ig. Konovalov, Jevtic (23’ st Bakaev), Podberezkin, Kavaratskhelija (44’ st Makarov), Ignatjev. (Gorodovoj, Iv. Konovalov, Pojarkov, Samoshnikov, Stepanov, Uremovic, Mogilevets). All. Slutsky

Arbitro Aleksej Eskov di Mosca

Ammoniti: Ojevole, Tetrashvili, Abilgor, Zuev

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