Il Rubin non vince (e non segna) più

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Leonid Slutsky non ha ancora trovato la soluzione ai problemi del Rubin.

Il Krylya espugna Kazan e mette nei guai il Rubin, capace di vincere soltanto una volta nelle ultime quindici partite. Successi pesanti per Orenburg e Sochi, che si affronteranno in settimana per il recupero della diciottesima, mentre Lokomotiv e Dinamo sfruttano al meglio il turno casalingo, regolando per 1-0 Akhmat e Tambov.

Non è cominciata con il piede giusto l’esperienza di Leonid Slutsky in Tatarstan. Rientrato in patria dopo alcune stagioni spese in Europa tra Hull City e Vitesse, l’ex tecnico della nazionale russa si è rimesso in gioco accettando l’intrigante proposta del Rubin Kazan. Un club di tradizione, specchio di una realtà calcistica importante ma in declino da ormai troppo tempo. Slutsky può essere l’uomo in grado di sovvertire questo andamento, consolidando in primo luogo fondamenta adeguate all’avvio di un nuovo ciclo, ma il campo, per il momento, sta consegnando solamente risposte negative. Le due partite d’esordio, contro Tambov e Krylya Sovetov (società che, di fatto, ha lanciato Slutsky come allenatore), rappresentavano già due esami cruciali, poiché erano probabilmente le più facili dell’intera fase primaverile: l’attesa sterzata, alla fine, non c’è stata, anzi, il Rubin è sempre più impantanato nelle proprie ataviche difficoltà.

I numeri sono eloquenti e aiutano a comprendere, almeno in un’analisi preliminare, la situazione generale. I granata hanno vinto una partita delle ultime quindici (2-1 al Tambov) e, complessivamente, hanno festeggiato i tre punti solo contro Dinamo, Akhmat e Arsenal. Un po’ poco, arrivati alla ventunesima giornata. L’altro numero che pesa nell’economia della stagione del Rubin è sicuramente quello dei gol realizzati, undici. Una media di 0,52 reti a partita. Un dato terrificante che, per il momento, nemmeno l’accesa campagna acquisti invernale ha cancellato. Con Slutsky, infatti, sono arrivati anche il promettente centravanti Ivan Ignatjev dal Krasnodar e i centrocampisti Jevtic (proveniente dal Lech Poznan), Abildgor (Aalborg) e Makarov, più lo sfortunatissimo Tarasov che si è gravemente infortunato pochi giorni dopo aver firmato il contratto. Spulciando ulteriormente le statistiche del Rubin Kazan si nota che il capocannoniere, con quattro gol, è Evgeny Markov, al momento ai box per alcune noie fisiche. Un’assenza che acuisce maggiormente i problemi.

Contro il Krylya Sovetov, in uno dei tanti derby del Volga, il Rubin ha toccato il punto più basso della stagione. La compagine di Kazan non veniva battuta in casa dalle “Ali” di Samara da addirittura sedici anni e adesso la classifica si fa pesante, visto il sorpasso proprio degli uomini di Bozovic e i segnali di vita manifestati da Orenburg e Sochi. Il Rubin dovrà fare affidamento all’esperienza di Slutsky, sebbene le prime uscite non abbiano mostrato nulla di nuovo rispetto alla gestione Sharonov. La cessione estiva di Kambolov ha creato una falla in mezzo al campo (che sarebbe dovuta essere coperta, appunto, da Tarasov), ed è proprio nella transizione dall’attacco alla difesa che il Rubin appare lento, compassato, prevedibile. Podberezkin e Konovalov, a tal proposito, si limitano al gioco in orizzontale, faticando a cambiare passo. Il pacchetto arretrato, numeri alla mano, non sta deludendo, tant’è che se si esclude il 5-0 patito a San Pietroburgo sarebbe secondo nella graduatoria dedicata, dietro soltanto allo Zenit. Serve maggiore dinamismo e inventiva nella metà campo avversaria. Ignatjev senza i compagni di reparto che aveva al Krasnodar è spaesato, Jevtic è ancora un punto interrogativo e i giovani georgiani Kvaratskhelja e Davitashvili vanno troppo a intermittenza.

Piange il Rubin, festeggia il Krylya, che coglie un successo vitale. E’ iniziato in maniera positiva il 2020 per Bozovic, dopo le quattro sconfitte consecutive che avevano chiuso l’autunno precedente. Il pareggio in inferiorità numerica con l’Orenburg e il colpaccio di Kazan consentono alla squadra di Samara di issarsi al dodicesimo posto, l’ultimo che garantisce la salvezza diretta.

MOSCA RIPARTE DI MISURA-Obiettivi diversi, stesse modalità per raggiungerli. Lokomotiv e Dinamo tornano a correre con il minimo sforzo. I ferrovieri, che da novembre avevano vinto soltanto una volta, affondano l’Akhmat grazie alla rete di Eder, che non è così prolifico ma quando segna è una sentenza: undici gol in campionato dal 2017, dieci successi e un pareggio per il Lokomotiv. Decisivo, poi, Guilherme, che nel finale di gara neutralizza un calcio di rigore a Vizeu.

Uno a zero risicato, come detto, anche per la Dinamo, che si riprende dalla sconfitta nel derby con lo Spartak e batte il Tambov. Un risultato importante per provare a risolvere al più presto possibile il discorso salvezza, lasciando sempre aperta la porticina verso l’Europa, qualora Zenit o Spartak dovessero alzare al cielo la coppa di Russia. Il calendario, però, propone due trasferte consecutive al sud (Grozny e Krasnodar) nelle quali sarà molto difficile raggranellare punti.

ORENBURG E SOCHI SI RIVITALIZZANO IN VISTA DEL RECUPERO-Il fattore campo non viene rispettato soltanto a Mosca, anche Orenburg e Sochi vincono tra le mura amiche. La compagine guidata da Emelyanov allontana la negatività derivata dalla pessima prestazione di Samara superando un avversario ostico come l’Arsenal. Va detto che ad indirizzare la partita è un clamoroso svarione di Levashov, che cincischia un po’ troppo col pallone tra i piedi dando la possibilità a Despotovic di sbloccare il risultato. Occasione sprecata per l’Arsenal, che avrebbe potuto accorciare ulteriormente il distacco dai piazzamenti in Europa. Punteggio identico a Sochi, dove la squadra locale, al terzo di sei match consecutivi in casa (!), regola l’Ural e rientra in corsa per la salvezza. Le velleità della neopromossa dipenderanno molto dal recupero di mercoledì, quando il tecnico Fedotov ritroverà la squadra che ha allenato fino a novembre. Dovesse riuscire a farle uno sgambetto la lotta per non retrocedere diverrebbe ancor più entusiasmante, con sei squadre in tre punti.

I tabellini delle partite

RUBIN KAZAN-KRYLYA SOVETOV SAMARA 0-1

RUBIN (4-2-3-1): Dyupin, Danchenko, Starfelt, Santos (40’ st Abilgor), Zuev, Podberezkin, Ig. Konovalov, Davitashvili, Jevtic (14’ st Makarov), Kvaratskhelija, Ignatjev.  (Gorodovoj, Iv. Konovalov, Granat, Pojarkov, Samoshnikov, Stepanov, Uremovic, Mogilevets). All. Slutsky

KRYLYA SOVETOV (4-2-3-1): Frolov, Anyukov, Karpov, Chernov, Zeffan, Timofeev, Anton, Kbautov (12’ st Glushenkov), Popovic (45’ st D. Kombarov), Zinkovsky, Radonic. (Ovsyannikov, Ryzhikov, Burlak, Chicherin, Hadi, Gatskan, Ivanov, Terekhov, Polenkov). All. Bozovic

Arbitro Vladimir Moskalev di Voronezh

Rete: 42’ pt Popovic

Ammoniti: Kvaratskhelija, Santos, Ig. Konovalov, Kabutov, Zinkovskij, Glushenkov, Anton. Espulsi Kvaratskhelija (R) al 47’ pt e Zinkovskij (K) al 36’ st.

SOCHI-URAL EKATERINBURG 2-0

SOCHI (3-4-3): Dzhanaev, Novoseltsev, Mevlja, Miladinovic, Zaika (48’ st Naibullin, Tsallagov, Margasov, Mostovoj (44’ st Poloz), Noboa, Kokorin, An. Zabolotny (30’ st Karapetyan). (N. Zabolotny, Shakuro, Kalugin, Lagator, Bakhtiyarov). All. Fedotov

URAL (4-5-1): Godzyur, Kulakov, Polyakov, Vilyusz, Zolotov, Kukharchik (9’ st Efremov), Egorychev, Bumal (30’ st Augustynjak), Bikfalvi, Dimitrov (33’ st El Kabir), Pogrebnyak. (Baklov, Aroyan, Kalinin, Mamin, Bavin, Fidler, Magomadov, Shabolin, Panyukov). All. Parfenov

Arbitro Mikhail Vilkov di Nizhnij Novgorod

Reti: 35’ pt Mostovoj, 18’ st Zaika

Ammoniti: Tsallagov, Bumal, Bikfalvi

LOKOMOTIV MOSCA-AKHMAT GROZNY 1-0

LOKOMOTIV (4-2-3-1): Guilherme, Ignatjev, Kverkvelija, Corluka (27’ st Rybus), , Howedes, Magkeev, Krychowyak, Zhemaletdinov, Al. Miranchuk, Joao Mario (35’ st Rybchinskij), Eder (44’ st Murilo). (Kochenkov, Medvedev, Idowu, Zhivoglyadov, Kolomejtsev, Kulikov, Tugarev). All. Semin

AKHMAT (4-2-3-1): Gorodov, Bogosavats, Angel, Semenov, Nenakhov, Glushakov (30’ stRavanelli), Ismael (41’ st Mbengue), Kharin, Ivanov, Ilin, Ponce (20’ st Vizeu). (Gudiev, Melikhov, Karmaev, Utsiev, Gigolaev, K. Kadyrov, A. Kadyrov, Mitrishev). All. Shalimov

Arbitro Kirill Levnikov di San Pietroburgo

Rete: 32’ pt Eder.

Ammoniti: Magkeev, Joao Mario, Ignatjev, Ismael, Vizeu, Ivanov. Espulso Kverkvelija (L) al 39’ st.

Note: Guilherme (L) para un calcio di rigore a Vizeu (A) al 40’ st

DINAMO MOSCA- TAMBOV 1-0

DINAMO (4-2-3-1): Shunin, Parshivlyuk, Sunic, Ordets, Skopintsev, Hilemark, Kaborè (18’ st Neudstedter), N’Je (43’ st Igboun), Philipp (30’ st Shimanski), Rausch, Komlichenko. (Sangare, Zorin, Morozov, Pliev, Sosnin, Denisov, Joaozinho, Panchenko, Shkolik). All. Novikov

TAMBOV (5-4-1): Shelija, Kilin, Oyevole, Gritsaenko, Filin, Kaplienko, Kostyukov34’ st FEdchuk), Tetrashvili, Karasev (28’ st Kosonov), Melkadze, Obukhov (38’ st Mamtov). (Chargov, Shljakov, Takazov, Yurganov, Chuperka). All. Pervushin

Arbitro Vasily Kazartsev di San Pietroburgo

Rete: 34’ pt Komlichenko

Ammoniti: Rausch, Filin, Gritsaenko, Obukhov, Melkadze

ORENBURG-ARSENAL TULA 2-0

ORENBURG (5-4-1): Klimovic, Malykh, Ayupov, Radakovic, Sivakov, Terekhov, Alves (40’ st Chernykh), Miskic, Kuat (19’ st Rogic), Silla (16’ st Fameye), Despotovic. (Dovbnya, Rudenko, Gotlib, Kozlov, Lapshov, Zotov, Shkoflek, Kulishev, Chukanov). All. Emelyanov

ARSENAL (3-4-3): Levashov, Bauer, Belyaev, Grigalava, K. Kombarov, Causic, K. Kangwa, Alvarez, Tkachev (32 st E. Kangwa), Lutsenko, Lesovoj (1’ st Lomovitsky). (Lodygin, Nigmatullin, Denisov, Khaghush, Gromyko, Kovalev, Panteleev, Banda, Adzhoev, Minaev). All. Cherevchenko

Arbitro Pavel Kukuryan di Sochi

Reti: 13’ pt, 32’ st Despotovic

Ammoniti: Kuat, Fameye, Ayupov, Grigalava, Causic, Lomovitskij, Bauer, Kombarov. Espulso Bauer (A) per doppia ammonizione al 29’ st

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