In Russia si riparte…a metà

PalloneRPL
Tra circa un mese il pallone tornerà a rotolare nei principali campi della nazione.

Adesso è ufficiale, la Russian Premier League ripartirà il prossimo 21 giugno: nel giro di un mese verranno disputate tutte le otto giornate restanti e verrà completata anche la coppa nazionale. Semaforo rosso, invece, per FNL e PFL, che si chiudono con la classifica del 17 marzo, data della sospensione dei vari campionati. Khimki e Rotor Volgograd, quindi, festeggiano la promozione mentre gli spareggi sono annullati.

Con qualche settimana di ritardo rispetto agli altri campionati anche la RPL si è trovata a fronteggiare l’emergenza sanitaria mondiale dovuta al propagarsi del Coronavirus. La situazione ricca di incognite ha permesso la circolazione di diverse eventualità possibili per concludere la stagione: dapprima si è pensato ad un allargamento a diciotto squadre per il 20/21, poi è stata presa in considerazione l’ipotesi di emettere i verdetti seguendo non la classifica al momento dello stop forzato bensì quella al termine del girone d’andata. Infine, pochi giorni fa, ha preso piede l’idea di disputare un piccolo torneo all’italiana tra le ultime quattro della massima serie e le prime della FNL.

Nella confusione generale che accompagnava l’attesa per la decisione finale, emessa venerdì dalla federazione, una cosa sembrava certa, ovvero l’impossibilità di giocare il resto della stagione, cercando quindi per tempo un modo equo per chiudere le graduatorie e formare gli organici delle varie categorie per il futuro prossimo. Invece, un po’ a sorpresa, il desiderio di completare sul campo il campionato, ovviamente a porte chiuse, ha prevalso sui (comprensibili) dubbi e sulle rimostranze di alcuni club (come l’Akhmat e il Rubin Kazan), grazie anche alla compilazione di un protocollo dettagliato da seguire per evitare ripercussioni sulle condizioni di salute degli addetti ai lavori, tra cui le note regole sul distanziamento e l’allargamento a cinque sostituzioni per gara. Questa decisione permetterà allo Zenit di conquistarsi autonomamente l’ultimo tassello per secondo titolo consecutivo e lascerà al rettangolo di gioco i restanti verdetti, tra cui l’emozionante corsa alla Champions League e la bagarre in fondo alla graduatoria per non retrocedere. Tutto perfetto, quasi idilliaco, ma la FNL?

Secondo quanto affermato dal presidente della federazione calcistica russa, Aleksandr Dyukov, riproporre norme così restrittive in cadetteria sarebbe stato impossibile, soprattutto per questioni economiche. Lo stesso capo della FNL, Ilya Efremov, ha poi aggiunto un’altra motivazione comprensibile: “La RPL ha compresso al massimo otto giornate e giocherà praticamente tutti i giorni. Noi ne avevamo ancora undici, metterle in calendario non era proprio fattibile”. Anche perchè la prossima edizione inizierà già il 2 agosto (anche la RPL, pare, dovrebbe cominciare in quel periodo). Nonostante ciò, il congelamento della stagione ha creato alcuni malumori. Accontentare tutti sarebbe stato impossibile, ma la beffa per Chertanovo e Torpedo (recrimina in misura minore anche il Neftekhimik) è davvero grossa. In primo luogo perdono a priori il diritto a disputare gli spareggi, scelta forse causata dal compromesso tra la RFS e le squadre di RPL che non volevano più giocare, e allo stesso tempo non possono più competere per provare a superare le prime della classe, Rotor Volgograd.

RPL2Il Chertanovo ha gli stessi punti del Khimki (e solo due in meno della capolista Rotor), mentre la Torpedo si trova a una sola lunghezza dal secondo posto. In un campionato duro come la FNL, tra l’altro, il calendario ha un certo peso: il Rotor, per esempio, non ha mai volato in estremo Oriente e avrebbe dovuto ancora fare visita proprio alla Torpedo. Lo storico club moscovita ha pagato carissimo le zero vittorie conseguite nelle ultime sei partite, ma ha sperato sino all’ultimo in virtù del forfait dell’Armavir. Secondo il regolamente, infatti, quando una squadra si ritira a campionato in corso vanno considerati soltanto i risultati ottenuti durante l’andata. I ragazzi allenati da Ignashevic hanno perso ad Armavir nel ritorno e avrebbero dovuto beneficiare dei tre punti a tavolino. La federazione, però, ha motivato il mancato rispetto di questa norma affermando che la resa ufficiale dell’Armavir è arrivata dopo lo stop del campionato e quindi dopo la classifica alla quale si fa riferimento per tutti i verdetti.

Non ci saranno, invece, le retrocessioni, anche se i vincitori dei gironi zonali di PFL avranno ugualmente chance di essere promossi. Luch, Armavir e Avangard Kursk, infatti, hanno già liberato tre posti ed è molto probabile che qualcun altro le segua a ruota: inoltre si pensa a una FNL a ventidue squadre, senza però alcuna divisione geografica. Nel girone “Ovest” il successo va all’ambizioso Veles, che proverà a soddisfare tutti i requisiti per il salto di categoria, in quello “Centro”, invece, festeggia la Dinamo Bryansk. Dando per scontato che l’Irtysh Omsk non accetti di salire, le altre aventi diritto sono l’Akron Togliatti e il Volgar Astrakhan, sebbene i tifosi dell’Alania, giunto secondo nel raggruppamento meridionale, abbiano pubblicato una lettera per chiedere la promozione della propria squadra. “L’Alania ha vinto le ultime quattordici partite, nessuno in Europa ha una striscia aperta di questa portata. Col Volgar, capolista, abbiamo vinto 4-1 e 3-0 e possiamo vantare numeri da record per quanto riguarda la media spettatori presenti alle gare casalinghe. Da un punto di vista storico, poi, non c’è confronto”. Tutti punti più o meno convincenti, peccato che manchi quello più importante, il primo posto in classifica.

Il calcio russo prova ad uscire dalle sabbie mobili, almeno per quanto riguarda il livello più alto. In un mese si giocheranno sessantotto partite tra campionato e coppa. Avremo incontri in diretta praticamente ogni giorno. Qualcosa di eccezionale, inedito, per provare a riprendere la corsa bruscamente interrotta a marzo, quando erano stato disputati soltanto tre turni dopo la lunga pausa invernale.

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