Lo Zenit cala il tris

Quattro anni dopo lo Zenit torna ad alzare la Supercoppa

Dopo campionato e coppa la squadra di San Pietroburgo conquista anche la Supercoppa (quinta della storia), coronando nel migliore dei modi un’estate semplicemente straordinaria. Una rivincita della sfida disputata dodici mesi fa, quando il Lokomotiv riuscì ad alzare il trofeo proprio ai danni dello Zenit.

Egemonia. Si può sintetizzare con questa parola l’attuale posizione dello Zenit nella gerarchia dell’intero panorama calcistico russo. Tutti e tre i maggiori trofei nazionali, infatti, sono finiti nella bacheca della squadra di San Pietroburgo che, dopo la deleteria esperienza sotto gli ordini di Roberto Mancini, sembra davvero aver intrapreso un ciclo duraturo e vincente, almeno in patria.

Nemmeno due settimane dopo il trionfo in coppa di Russia, ottenuto ai danni del Khimki in quel di Ekaterinburg, lo Zenit non ha palesato alcuna difficoltà nell’approccio alla partita, nonostante il calendario fitto di impegni e l’eventualità di un (anche inconscio) appagamento. Semak ha optato per una formazione priva di grandi sorprese, eccetto la sostituzione di Ivanovic con il nuovo arrivato Lovren. L’ex difensore del Liverpool sembra essersi calato con grande rapidità e umiltà nella nuova realtà, ma non è stato impeccabile in qualche intervento, soprattutto in occasione del gol subito. Nikolic, dal canto suo, si trovava a dover fronteggiare qualche problema in più, visto il numero più grande di partenti rispetto alla stagione scorsa. Senza Howedes, Idowu, Joao Mario e Farfan il tecnico balcanico ha dato fiducia a Murilo e Magkeev, lasciando Smolov in panchina a favore di Eder.

A differenza dell’ultima finale, quella citata col Khimki, il gol di Dzyuba è arrivato in avvio. Sul solito preciso cross di Douglas Santos il centravanti della nazionale russa ha anticipato tutti, piegando le mani a Guilherme con un imperioso stacco di testa. Il Lokomotiv non si è disunito, cercando ripetutamente di farsi vedere in attacco: tanto possesso palla, qualche opportunità, ma Kerzhakov sempre attento. Nella ripresa, con i ritmi più alti, lo spettacolo è aumentato. Lo splendido raddoppio di Ozdoev dalla lunga distanza non ha minato il morale dei ferrovieri, capaci di accorciare le distanze dopo pochi minuti con l’inserimento in area di Corluka. Il Lokomotiv ha avuto una ghiotta opportunità per rimandare il discorso ai supplementari (la cui disputa era rimasta in dubbio fino a pochi istanti dal fischio d’inizio), ma il rientrante Smolov non è riuscito ad emulare le segnature realizzate contro Real Madrid e Barcellona, calciando debolmente da pochi passi.

Nell’appuntamento che apre la stagione (o la chiude? Il dibattito a riguardo è molto accesso) si è vista la trama che ha caratterizzato gli ultimi mesi: lo Zenit non schiaccia gli avversari, l’equilibrio è palpabile, però alla fine la zampata vincente è sempre quella dei blubiancoazzurri. Per cui sì, l’egemonia non è al momento in discussione, poichè motivata da ciò che conta di più, ovvero i numeri e i titoli, ma chi alzerà i prossimi trofei nazionali? Lo Zenit è favorito, le altre non stanno a guardare, soprattutto in campionato, dove ai blocchi di partenza ci sono almeno quattro rivali con concrete velleità di primato. Una lotta che acuisce il prestigio e il fascino di una lega già di per sè imprevedibile ed entusiasmante.

In chiusura, un dato: per Dzyuba si tratta del settimo trofeo con lo Zenit in cinque anni (ottavo della carriera); nelle nove stagioni spese allo Spartak non ne ha mai vinto neanche uno.

ZENIT SAN PIETROBURGO-LOKOMOTIV MOSCA 2-1
ZENIT (4-4-2): Kerzhakov, Karavaev, Lovren, Rakytsky, Santos, Malcom (36′ st Mostovoj), Ozdoev (43′ st Erokhin), Barrios, Driussi (43′ st Musaev), Azmoun (47′ st Rigoni), Dzyuba (36′ st Zhirkov). (Odoevsky, Vasyutin, Prokhin, Krugovoj). All. Semak

LOKOMOTIV (4-3-2-1): Guilherme, Ignatjev, Corluka, Murilo, Rybus, Barinov, Magkeev (24′ st Zhemaletdinov), Krychowyak, An. Miranchuk (36′ st Rybchinsky), Eder (16′ st Smolov), Al. Miranchuk. (Kochenkov, Savin, Cherny, Kverkvelia, Silyanov, Zhivoglyadov, Iosifov, Kulikov, Ageev). All. Nikolic

Arbitro: Mikhail Vilkov di Nizhny Novgorod
Reti: 14′ pt Dzyuba, 24′ pt Ozdoev, 27′ st Corluka (L)
Ammoniti: Driussi, Ozdoev, Zhirkov, Azmoun, Rybus, Magkeev, Al. Miranchuk, Barinov, An. Miranchuk
Note: calci d’angolo 5-6. Spettatori 5942.

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